lunedì 20 novembre 2017

Aristocrazia Europea in visita a Roma.



I vice presidenti di Aristocrazia Europea, Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri e Roberto Jonghi Lavarini von Urnavas (con Donna Veronica), insieme al presidente di Castelli d'Europa, Avvocato Cesare Vernarecci di Fossombrone d'Anjou della Verna, hanno avuto una serie di importanti incontri a Roma con: il nostro delegato per il centro Italia, Francesco Ugolini Pentini Rossini di Cottanello, il consigliere Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant'Anna (con Donna Lucia), Fabio Guasticchi di Cres, Michele Biallo d'Avola Callattuvo e Serrano, Rodolfo Martinelli Carraresi di Pietrasanta, il Professore Fernando Crociani Baglioni di Serravalle di Norcia (con Donna Simona), il Protonotaro Apostolico Monsignor Alberto Pala, l'Onorevole Professore Luca Romagnoli e l'editore Luciano Lucarini. In programma diversi progetti editoriali, dall'Albo degli Associati di Aristocrazia (con stemmi, storie di famiglia, dimore storiche, attività culturali e professionali), alla collaborazione con il mensile Historica.



domenica 5 novembre 2017

Incessante crescita di Aristocrazia Europea...


Aristocrazia Europea continua a crescere in numero e qualità. 

Nel comitato scientifico-culturale entrano i docenti universitari: prof. Giovanni Sessa, marchese prof. Valerio Volpi, nobile prof. Carlo Vivaldi Forti. 

Fra i nuovi associati: il conte Marco Anguissola di San Damiano, il nobile maggiore Luca Di Grazia, il gionalista cavalier Giulio Marchetti, il patrizio toscano ing. Guido Puccinelli, il dottor Ugo Achille Sanpietro ed il conte Umberto Savioli de Urso di Galliera.

mercoledì 1 novembre 2017

NOBILTA' GEORGIANA in ARISTOCRAZIA EUROPEA


La nostra attivissima vice presidente di Aristocrazia Europea, Nobildonna Mandilosani Lali dei Conti Panchulidze Aznauri, ha associato due sue nobili compatriote geoergiane: la Nobildonna Tatia dei Principi Chkheidze Tavadishvili e la Nobildonna Tea dei Principi Japaridze Tavadishvilie rappresentanti di due fra le più antiche famiglie caucasiche.

martedì 24 ottobre 2017

"Nobiltà e para nobiltà" l'ultimo libro-ricerca di Pierfelice Degli Uberti.



Indice


Premessa                                                                                                      

Cosa è la nobiltà?                                                                                      

Storia                                                                                                            
I titoli nobiliari                                                                                                          
I quarti di nobiltà                                                                                          
Nobiltà in Europa                                                                                         
La nobiltà ieri nel Regno ed oggi nella Repubblica                                                  

L’accesso alla nobiltà nel XXI secolo                                                   

I baroni feudali scozzesi                                                                                           
I Lords of the Manor                                                                                     

L’uso di uno stemma                                                                                              

Lo stemma nel Regno d’Italia                                                                        
Stemma ed identificazione personale                                                            
Alcune autorità araldiche d’interesse per gli italiani
(Canada, Gran Bretagna, Irlanda, Kenya, Nuova Zelanda, Spagna, Sudafrica       
Moratoria sulla registrazione di rappresentazioni araldiche sotto The Heraldic Act
(Act No. 18 of 1962) per candidati stranieri (non cittadini sudafricani)                   

La nobiltà nel Sovrano Militare Ordine di San Giovanni detto di Malta      

La “Sovranità Affievolita”                                                                                  

La Regia Prerogativa dall’esilio                                                             

Gli Elenchi Nobiliari del Regno d’Italia                                                 

Elenchi periodici sulla nobiltà italiana nel XXI secolo                     

L’Annuario della Nobiltà Italiana                                                                
Elenco dei Titolati Italiani                                                                             
Libro d’oro della nobiltà italiana                                                                             
Libro d’oro della nobiltà italiana-nuova serie corrente-Ettore Gallelli-editore        
Libro d’Oro delle Famiglie Nobili e Notabili                                                 

Bibliografia                                                                                                


@ 2017 Pier Felice degli Uberti
Tutti i diritti sono riservati - vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione.


Premessa


Sono circa 40 anni che mi* occupo di araldica, diritto nobiliare, genealogia e storia di ordini cavallereschi, ma quando ho iniziato questo percorso la società era molto diversa da ora e non essendoci ancora internet i contatti fra gli studiosi erano affidati ai lunghi tempi delle poste e nel migliore dei casi al telefono.
In quell’epoca la maggioranza della popolazione vivente era nata durante il Regno d’Italia dove la nobiltà era riconosciuta e tutelata, viveva ancora in esilio Umberto II, che faceva uso della Regia Prerogativa, e gli esponenti della nobiltà che si occupavano di questi studi, detenevano una autorevolezza che derivava loro dall’aver visto e vissuto come nobili nella loro società.
La ragione per cui mi sono immerso così profondamente in questi studi nasce anche dal fatto - analogo per altre migliaia di famiglie - che sono nato in una Famiglia storica italiana, che ritenendosi nobile, per i più svariati motivi, pur riaffermando durante il Regno d’Italia la sua appartenenza alla nobiltà, sia su pubblicazioni che su monumenti, e facendo pubblico uso dello stemma di famiglia, esponendo nelle case l’albero genealogico, in nessuno dei rami ha mai sentito l’esigenza di farsi inserire negli Elenchi nobiliari del regno, per poi chiedere il dovuto riconoscimento.
Essendo per natura un legalitario, mi sono sempre chiesto perché non è mai stata avanzata durante il Regno quella dovuta richiesta di riconoscimento, e sebbene abbia raccolto numerose giustificazioni, nessuna di esse per me è da ritenersi completamente valida. Questo è il solo motivo per cui da quel momento ho fatto tutto quanto mi era possibile per ottenere un riconoscimento nobiliare, credendo - allora - che non vi fosse differenza fra quello proveniente dallo Stato e quello attuato dal privato, perché a quell’epoca non avevo ancora capito che la mia Famiglia di fatto aveva perso durante il Regno d’Italia l’ultimo treno possibile che portasse al riconoscimento della nobiltà…
Oggi c’è un fenomeno che caratterizza la nostra epoca: il bombardamento vertiginoso di informazioni cui siamo quotidianamente sottoposti, destinato con gli anni ad aumentare ulteriormente; il cervello umano, per svilupparsi e per mantenersi in perfetta forma, agile e flessibile, ha bisogno di stimoli, il più variati possibile; questo favorisce la fruizione diffusa di quotidiani, libri, riviste, pubblicazioni di vario genere, ma anche cd, cd-rom, film, audio e videocassette, televisione e per ultimo, ma non ultimo per importanza, il computer e quella che denominiamo la “rete delle reti”: internet.
Ciascuno è libero di scegliere, secondo le proprie inclinazioni e il proprio sviluppo emotivo e culturale, la strada che preferisce, in accordo al personale senso di responsabilità, così che un’epoca di declino e di crisi come la nostra offre opportunità a tutti. Quanto detto ci obbliga a una riflessione chiedendoci cosa possa essere oggi la nobiltà. In questi ultimi 40 anni abbiamo assistito a cambiamenti epocali in contrasto con quello che erano le leggi nobiliari del Regno d’Italia; solo per fare un esempio: il divorzio, l’eguaglianza dei figli (legittimi, naturali, adottivi), il cambiamento di genere e via dicendo, ma un fatto di grande rilevanza è che i discendenti dei nobili riconosciuti dal Regno d’Italia, sono per lo più disinteressati alla materia, e già in molti casi hanno perso persino la conoscenza della loro storia. Del resto per la grande massa delle persone della nostra società, la nobiltà è solo un fenomeno storico finito da tempo. C’è anche una minoranza di persone che per i più svariati motivi vogliono conoscere la storia della loro famiglia, e spesso non essendo esperti si immaginano una nobiltà che non era esistente, oppure credono che si possa ancora oggi nella Repubblica Italiana diventare nobili, magari aggiungendo un cognome che loro interpretano come un predicato nobiliare, o entrando in ordini cavallereschi un tempo nobilitanti, oppure in associazioni che affermano di riconoscere la nobiltà, o anche comparendo su pubblicazioni che sostengono di raccogliere la nobiltà grazie a una semplice inserzione confusa con un valido riconoscimento. Proprio per evitare possibili errori e sprecare inutilmente del denaro, qui troverete tutto quello che è possibile ottenere in ambito nobiliare con il pieno riconoscimento dello Stato da cui proviene. Scoprirete che al momento non è quasi più possibile ottenere da parte degli italiani neppure una concessione, registrazione, matricolazione, riconoscimento araldico proveniente da una autorità araldica di uno Stato. Comprenderete cosa significa oggi un riconoscimento di natura nobiliare nel Sovrano Militare Ordine di Malta, passando poi a quelli che dobbiamo definire concessioni o riconoscimenti di carattere privato ma provenienti da “Sovranità Affievolite” originarie della Penisola italiana; per finire facendo un confronto con quelli che erano gli Elenchi nobiliari del Regno d’Italia e le attuali pubblicazioni che inseriscono con i più svariati criteri personali (anche in contrasto con le leggi nobiliari del Regno d’Italia) famiglie che vengono reputate dagli editori “nobili”.
Spero che dopo aver metabolizzato questo breve studio vi rendiate conto che oggi si può vivere benissimo anche senza un riconoscimento nobiliare dello Stato, e che se proprio lo pretendete in ambito privato, in qualunque modo lo otteniate siate così saggi da attribuire ad esso solo il valore di quanto realmente è, senza elaborarvi attorno leggende che lo possano rendere diverso dalla realtà.
Oggi credo che chi ama ancora le tradizioni debba - se i documenti lo permettono - considerarsi appartenente alle Famiglie Storiche, che nessuno può disconoscere, neppure la Repubblica Italiana o qualunque altro Stato del mondo.
Fra queste Famiglie Storiche trovo tantissimi nobili, ma anche altrettanti non nobili, alcuni dei quali anche più importanti dei nobili; questa appartenenza deve rappresentare un ideale, ovvero la trasmissione di una solida eredità di stimoli ad essere diversi dalla massa, godendo delle elevate azioni dei propri avi riproponendole, meritevoli anche nel loro micro cosmo di essere stati allo stesso livello di altre famiglie che hanno governato per secoli il mondo.



* Pier Felice degli Uberti è Presidente: della Confédération Internationale de Généalogie et d’Héraldique - CIGH e della sua Commissione Premi e Medaglie, dell’International Commission for Orders of Chivalry - ICOC, dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano - IAGI, Direttore dell’Institut International d’Etudes Généalogiques et d’Histoire des Familles - ICFHS; Vice-Presidente: dell'Academie Internationale de Généalogie - AIG, dell’Instituto Internacional de Genealogía y Heráldica - IIGH, Accademico: dell’Academie Internationale d’Heraldique - AIH, Accademico di merito della Real Academia Matritense de Heráldica y Genealogía - RAMGH.

giovedì 19 ottobre 2017

Il cuore della cavalleria cristiana e della nobiltà europea...



Abbiamo già ripetuto, più volte, che non siamo un corpo nobiliare, tantomeno un ordine cavalleresco od una confraternita religiosa, ma una associazione culturale internazionale. Ed in merito a quanto sopra, abbiamo due precisi, semplici e chiari metri di giudizio.

Un giudizio è di forma: gli unici ordini cavallereschi ufficiali e riconosciti dal consesso internazionale, sono solo quelli statuali degli stati nazionali, quelli dinastici delle ex case sovrane, quelli della Chiesa Cattolica e delle diverse Chiese Ortodosse, e il più importante e prestigioso di tutti, che è il Sovrano Militare Ordine di Malta. In Italia, oltre allo SMOM, agli ordini della repubblica ed a quelli pontifici (compreso quello Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme), vi sono gli ordini di Casa Savoia, quelli costantiniani di San Giorgio (dei tre rami Borbone di Parma, Napoli e Spagna) e quelli delle legittime dinastie degli stati preunitari, compresi quelli imperiali tradizionali degli austroungarici Asburgo e dei Bonaparte discendenti da Napoleone. Ai sopracitati possiamo aggiungere le varie delegazioni degli ordini stranieri, legittimi e riconosciuti, presenti in Italia, in particolare quelli delle ex case regnanti del Portogallo e della Georgia. Questa serie “A” della cavalleria cristiana è, sostanzialmente, quella certificata dall’ICOC (ovvero la commissione internazionale degli ordini cavallereschi, uno delle più serie associazioni scientifiche private che si occupa della materia).

Una oggettiva serie B degli ordini cavallereschi è composta da quelli non riconosciuti: di altre dinastie minori (Altavilla, Este, Medici, Paternò), dei vari legittimi pretendenti al trono imperiale di Costantinopoli, di storica collazione familiare (come quello di Santa Brigida), capitolari come quelli della Concordia o di Borgogna, quelli popolari delle antiche signorie o repubbliche marinare, indipendenti ma sotto la protezione di dinastie legittime (come l’Ordine di San Lazzaro di Gerusalemme (sotto la protezione della Casa Reale di Francia), più una decina abbondante di ordini e confraternite templari, tollerate dalla Chiesa Cattolica e dalle amministrazioni locali.

Di serie C sono le tante associazioni cavalleresche più o meno cristiane, che spesso si confondono con sistemi premiali umanitari, gruppi folkloristici o di ricostruzione storica medievale o fantasy, piuttosto che gruppi sportivi legittimamente dediti alla equitazione, al tiro con l’arco, o alla spada medievale. Poi vi sono ordini cavallereschi, soprattutto neo templari, di ispirazione esoterica massonica, e gruppi paganeggianti o di altre credenze religiose. Alle tre categorie ufficiali, sopradescritte, che rappresentano il 70% del mondo cavalleresco, vanno aggiunti, come non classificati o “espulsi dal gioco” serio: tutti i sedicenti principi e pretendenti ai troni più fantasiosi, i diversi mitomani (alcuni veramente malati di mente) ed i veri e propri truffatori che vendono, a caro presso, a troppi sprovveduti, titoli fasulli, pezzi di carta e patacche senza alcun valore.

Ma, escludendo, a priori, fuori gioco e serie C, il giudizio di Aristocrazia Europea sul mondo cavalleresco, riguardante le serie A e B, non è di forma, ma di sostanza e di merito. Ovvero noi apprezziamo tutti coloro che sono seriamente coerenti con gli ideali della cavalleria europea e cristiana e, dopo anni di esperienza, posso dire che ne ho trovati forse di più nella seconda che nella prima categoria. Tolto lo SMOM, esempio, almeno fino ad ora, di continuità storica e spirituale (probabilmente assicurata dalla solida tradizione familiare e dal passaggio del testimone fra le diverse generazioni), gli altri ordini, senza offesa per nessuno, più che di "guerrieri cristiani", sono pieni di anziani malandati, femminei cicisbei, meri collezionisti di medaglie e mantelli, affaristi piccolo borghesi, ma anche, e questo è assolutamente un contro senso ed un fatto veramente grave, di cattolici progressisti e persino di massoni.

Stesso discorso e distinzione vale per i certificatori di nobiltà. Oltre allo SMOM ed agli ordini dinastici, al Collegio Araldico di Roma che edita il vero Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, a quello che rimane del Corpo della Nobiltà Italiana ed alla nuova ASNI (associazione storica della nobiltà italiana), esistono una decina di associazioni private ed altrettanti studi legali professionali che si occupano seriamente di questa materia, che organizzano incontri e conferenze, e pubblicano repertori genealogici, nobiliari ed araldici. Oltre a questo zoccolo duro, circa il 15% del totale, vi sono altrettanti gruppi e singoli che se ne occupano in maniera locale e o amatoriale. Tutto il resto, ovvero la stragrande maggioranza delle presenze, soprattutto online, sono: ricostruzioni approssimative ed autoreferenziali, iniziative faziose e truccate, truffe per poveri fessi e vera compravendita di titoli fasulli.


Aristocrazia Europea, non si occupa di tutto quanto sopra, per quanto assolutamente lodevole e interessante, che delega, ben volentieri, ad altri più competenti e specializzati, ma esclusivamente dello studio, sostegno e diffusione dei principi filosofici e metapolitici, e dei valori spirituali e metafisici, di cavalleria e di nobiltà, che, nella corretta interpretazione tradizionale, è sempre personale di spirito e azione. AE si occupa quindi di relazioni pubbliche internazionali, di iniziative culturali, sociali ed artistiche, della creazione di sinergie fra i rappresentanti delle famiglie storiche europee ed i sostenitori della cavalleria e della monarchia. Il nostro essere dame e cavalieri, nobildonne e gentiluomini, si deve meritare e vedere dai fatti concreti, dallo stile di vita, dal comportamento quotidiano, dal coraggio e dalla coerenza delle nostre azioni: proprio per questo, abbiamo deciso, in tutte le comunicazioni ufficiali di Aristocrazia Europea di utilizzare solo i nomi e cognomi anagrafici, senza titoli cavallereschi e nobiliari.

Roberto Jonghi Lavarini
vice presidente pro tempore AE

Convegno sull Nobiltà a Madrid



II Colloquio Internazionale sulla Nobiltà
Madrid, 20 - 21 ottobre 2017


SPONSORIZZATA DA
FUNDACIÓN CULTURAL HIDALGOS DE ESPAÑA – FCHE, INTERNATIONAL COMMISSION FOR ORDERS OF CHIVALRY - ICOC, FAMIGLIE STORICHE D’ITALIA - FSI, INSTITUTO INTERNACIONAL DE GENEALOGÍA Y HERÁLDICA – IIGH

CONFERENZE
  • La nobiltà, l’araldica e gli araldi nei paesi monarchici e repubblicani.
  • Evoluzione storica Ed interpretazione del concetto di nobiltà nella società multimediale.
  • Nuova visione dell’associazionismo nobiliare.
  • Validità scientifica Ed affidabilità nelle pubblicazioni, almanacchi, peereages, e liste di nobiltà.
I partecipanti sono tra I più grandi studiosi del mondo delle Scienze Documentarie Della Storia. All’evento ci sarà Dom Duarte Pio, Duca di Braganza, Josef Karl d’Hasburgo, Don Pedro de Borbon oltre a 4 araldi di Stato Ed I più importanti studiosi di araldica, genealogia, ordini cavallereschi del mondo.

Sarà presente SAR la Principessa Anna Bagrationi Gruzinski del Georgia che partecipa all'evento con lo scopo di portare la conoscenza Della Famiglie Storiche di Georgia, con IL loro diverso tipo di nobiltà rispetto a quella europea. TICAN é lieto di informare che Su Alteza Reale Principessa Anna è l'unico membro di Casa Reale fuori dall'Europa ad essere stato invitato. La Georgia è uno dei paesi più antichi del mondo. La sua statualità conta 3000 anni. La Georgia ha una tradizione monarchica che traccia Le sue origini al periodo ellenistico. Il Regno medioevale Della Georgia governato dalla dinastia Bagrationi ha lasciato un'eredità che dura in Georgia anche nei tempi moderni. Le qualità ei simboli associati alla monarchia Bagrationi sono stati cruciali nella creazione Della nazione georgiana e nella successiva costruzione Della storia nazionale.

Degli Uberti, Pier Felice presenterà "Nobiltà e per nobiltà: Le strade per ottenere ancora nel mondo del 21° secolo un riconoscimento di indiscusso valore statuale o privato”. Il Nobile Pier Felice degli Uberti, Cavaliere Della Grande Croce di Giustizia Costantiniana (Spagna), presidente di due importanti e prestigiose istituzioni storiche scientifiche internazionali CIGH (Confédération Internationale de Généalogie et d'Héraldique) e ICOC (Commissione Internazionale per Ordini di Cavalleria), presidente di IAGI (Istituto genealogico italiano di araldica) e promotore dell'Associazione storica Famiglie d'Italia, noto e rispettato ricercatore, studioso, giornalista, scrittore e redattore. Il concetto di associazione di Pier Felice è quello di una nobile associazione aperta alla realtà del nostro mondo, che conserva IL diritto storico alle famiglie che facevano parte Della nobiltà e is aprì a quelle famiglie che in passato NON erano nobili ma oggi per raggiungere un adeguato livello sociale o per ricevere bonus privati ​​sul loro merito potrebbe essere considerato nobile se la nobiltà venisse riconosciuta nel loro paese.

sabato 14 ottobre 2017

Nel Comitato d'Onore di Aristocrazia Europea Giovanni Paleologo di Bisanzio.



Nel Comitato d'Onore di Aristocrazia Europea abbiamo il grande piacere e privilegio di accogliere Sua Altezza Imperiale il Principe Don Giovanni PALEOLOGO di Bisanzio, erede diretto, comprovato e riconosciuto, e capo della omonima dinastia che ha governato Costantinopoli dal 1259 al 1453.

In Aristocrazia Europea Costantino Brancia d'Apricena



Aderisce ad Aristocrazia Europea anche Sua Eccellenza il Principe Don Costantino Brancia d'Apricena, Principe di Apricena Casalmaggiore, Duca di Belvedere, Roseto e Vulgano; Marchese di Mirabella, Monteleone, Larino, Paduli e Santo Mauro; Barone di Aieta, Baiano, Castelfranco, Pietracupa, Torre a Mare, Tortora e Sant'Elia; Patrizio di Amalfi, Sorrento e Napoli.

sabato 7 ottobre 2017

Convegno sugli Ordini Cavallereschi al Castello Visconti di San Vito



Conferenza di Aristocrazia Europea a Terracina


Importante convegno storico a Roma


Mostra di Caravaggio a Milano


Aristocrazia Europea è stata invitata ufficialmente alla inaugurazione della mostra "Dentro Caravaggio" a Palazzo Reale di Milano. Presenti il Sindaco, i curatori, autorità civili, militari e religiose. A guidare la delegazione la vice presidente Lali Panchulidze e il consigliere Stefano Linati.

Aristocrazia Europea su Golf People



Grande successo e interesse per il progetto Castelli d'Europa che, riprendendo le idee e le proposte assocastelli di ASPESI, è stato presentato a Milano. Obbiettivo è sostenere lo sviluppo culturale, immobiliare, economico e turistico delle oltre 5000 dimore storiche italiane che rappresentano quasi il 50% del patrimonio europeo. Ripresi i contatti con le istituzioni  (Ministero dei Beni Culturali, Regioni Lombardia e Liguria), con il Touring Club Italiano e con i possibili investitori stranieri interessati alla operazione, Castelli d'Europa intende creare nuove sinergie, collaborando innanzitutto con la storica associazione nazionale ADSI. Il progetto sarà curato dal serissimo comitato scientifico (culturale e tecnico), composto solo da docenti universitari, della autorevole associazione internazionale Aristocrazia Europea. Tale organismo, del quale fa parte anche Stefano Masullo, sarà presieduto dal professore e manager milanese Silvio  Bolognini, coadiuvato nella organizzazione dal barone Roberto Jonghi Lavarini e, nella comunicazione, dalla giornalista e PR principessa Francesca Lovatelli Caetani. Al dibattito sono intervenuti: il conte Alessandro Calvi di Bergolo  (proprietario del castello di Piovera), il principe prof Roberto Comneno d'Otranto  (università Bicocca di Milano), il prof. Gianfranco Benedetto  (università LIUC di Castellanza), il prof Riccardo Puglisi  (università di Pavia), Edoardo Algenti  (esperto di economia e finanza) ed il presidente nazionale di ASPESI, avvocato Federico Filippo Oriana. Fra il centinaio di intervenuti, proprietari di immobili storici e operatori culturali e dei settori economici affini, la contessa Elena Manzoni di Chiosca e Poggiolo (presidente della fondazione artistica dedicata al fratello Piero), la nobildonna georgiana Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri, la PR Laura Caldara (famosa PR, organizzatrice di eventi e consulente d'immagine), il conte Cesare Vernarecci di Fossombrone d'Angiò della Verna ed il conte Claudio Savoldi Bellavitis d'Urcei, musicista jazz di fama internazionale. - www.aristocrazia.eu

giovedì 28 settembre 2017

Parte il progetto culturale Castelli d'Europa

 
 
 
Ecco il gruppo ristretto di lavoro alla guida dell'ambizioso progetto culturale "Castelli d'Europa": il conte avvocato Cesare Vernarecci di Fossombrone d'Angiò della Verna, il dott. Edoardo Algenti, il prof. Silvio Bolognini (presidente del comitato scientifico di AE), l'architetto prof. Marco Marinacci ed il barone dott. Roberto Jonghi Lavarini (vice presidente pro tempore consiglio di reggenza di AE). Su indicazione del presidente pro tempore della associazione culturale internazionale Aristocrazia Europea, conte Ezra Annibale Foscari Widmann Rezzonico, ed il benestare sia del Comitato d'Onore che del Consiglio di Reggenza, i cinque coordinatori di Castelli d'Europa, saranno affiancati, nel loro lavoro, sia dal Comitato Scientifico Culturale (formato solo da docenti universitari) che da una apposita Commissione Tecnica, composta da professionisti, imprenditori e proprietari di dimore storiche, fra questi il conte dott. Alessandro Calvi di Bergolo ed il nobile Ambrogio Carissimo Oltrona Visconti. Ad occuparsi della Comunicazione e dell'Ufficio Stampa sarà la giornalista e PR contessa Francesca Lovatelli Caetani (dei principi di Teano, duchi di Sermoneta e marchesi di Cisterna). Direttore Artistico degli eventi (concerti, spettacoli, concorsi e sfilate di moda) sarà il maestro Klaus, ovvero il conte Claudio Savoldi Bellavitis d'Urcei, artista e intrattenitore, musicista jaaz di fama internazionale.
 

martedì 26 settembre 2017

Valori e amicizia, cultura e beneficenza

 

Il vice presidente Roberto Jonghi Lavarini
con il principe Don Alberto Giovannelli
 
La contessa Katia Melzi d'Eril dei duchi di Lodi e conti di Magenta
con la baronessa Veronica Jonghi Lavarini von Urnavas

Roberto Jonghi Lavarini con il "Conte DJ"
Ambrogio Carissimo Oltrona Visconti

I coniugi Jonghi Lavarini con
la contessa Beatrice del Balzo dei duchi di Presenzano
 
La vice presidente Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri
con le amiche Larissa Yudima e Debora Dell'Acqua
 
Lali Panchulidze, Veronica Jonghi Lavarini, Rosanna Chifari Negri,
Rossana Filacchione con la responsabile del Gruppo Dame 
la giornalista e PR contessa Francesca Lovatelli Caetani
(dei principi di Teano, duchi di Sermoneta e marchesi di Cisterna)

sabato 23 settembre 2017

Comitato Scientifico Culturale di Aristocrazia Europea


Comitato Scientifico-Culturale
(tutti professori, docenti universitari, accademici):


Silvio Bolognini (presidente)

Gianfranco Benedetto
Enrico Bociollesi
Massimilliano Bonavoglia
Umberto De Giovanni
Massimo De Leonardis
Francesco Lotito
Paolo Manazza
Cesare Marinacci
Marco Marinacci
Stefano Masullo
Claudio Savoldi Bellavitis
Attilio Vaccaro Belluscio
Luigi Zingone

Il Professor Silvio Bolognini presidente del Comitato Scientifico Culturale di Aristocrazia Europea.


SILVIO BOLOGNINI - Professore Straordinario Università eCampus, Direttore CEDIS (Centro Studi e Ricerche sulle Politiche del Diritto e Sviluppo del Sistema Produttivo), Rettore UNITRE Milano, Presidente del Comitato Scientifico della Associazione Culturale Internazionale Aristocrazia Europea - Castelli d'Europa - con Laura Caldara e Francesca Lovatelli Caetani.

In Aristocrazia Europea anche il vero Conte di Montecristo...



Nel Comitato d'Onore di Aristocrazia Europea, una persona veramente straordinaria, di grande cultura e spiritualità, come Padre Massimiliano (Sua Eccellenza l'Eparca Monsignor Max Watson Taylor Ventimiglia, Baron of Strichen e Conte di Montecristo) Abate di San Martino, organista e clavicembalista, Direttore Generale dell’Accademia Nazionale delle Arti di Roma e membro del Royal College of Organists di Londra.

http://www.abbaziadisanmartino.com/

http://www.academia.edu/21447563/Il_vero_conte_di_Montecristo._George_Graham_Watson-Taylor_1816-1865_e_la_sua_famiglia._In_Atti_della_Società_Italiana_di_Studi_Araldici_2014

mercoledì 20 settembre 2017

Convegno a Milano: Aristocrazia Europea presenta il progetto Castelli d'Europa.

Grande successo e interesse per il progetto Castelli d'Europa che, riprendendo le idee e le proposte assocatelli di ASPESI, è stato presentato ieri sera a Milano. Obbiettivo è sostenere lo sviluppo culturale, immobiliare, economico e turistico delle oltre 5000 dimore storiche italiane che rappresentano quasi il 50% del patrimonio europeo. Ripresi i contatti con le istituzioni  (Ministero dei Beni Culturali, Regioni Lombardia e Liguria), con il Touring Club Italiano e con i possibili investitori stranieri interessati alla operazione, Castelli d'Italia intende creare nuove sinergie, collaborando innanzitutto con la storica associazione nazionale ADSI. Il progetto sarà curato dal serissimo comitato scientifico (culturale e tecnico), composto solo da docenti universitari, della autorevole associazione internazionale Aristocrazia Europea. 

Tale organismo sarà presieduto dal professore e manager milanese Silvio  Bolognini, coadiuvato nella organizzazione da Roberto Jonghi Lavarini e, nella comunicazione, dalla giornalista e PR Francesca Lovatelli Caetani. Al dibattito sono intervenuti: Alessandro Calvi di Bergolo  (proprietario del castello di Piovera), il prof Roberto Comneno d'Otranto  (università Bicocca di Milano), il prof. Gianfranco Benedetto  (università LIUC di Castellanza), il prof Riccardo Puglisi  (università di Pavia), Edoardo Algenti  (esperto di economia e finanza) ed il presidente nazionale di ASPESI, avvocato Federico Filippo Oriana. 

Fra il centinaio di intervenuti, proprietari di immobili storici e operatori culturali e dei settori economici affini,  Elena Manzoni di Chiosca e Poggiolo,  Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri, Cesare Vernarecci di Fossombrone d'Angiò della Verna e Claudio Savoldi Bellavitis d'Urcei.



sabato 16 settembre 2017

Aristocrazia Europea su Affari Italiani




Il più antico, visto e prestigioso giornale online italiano, Affari Italiani, fondato nel 1996, parla ancora di noi e della nostra associazione culturale internazionale, Aristocrazia Europea, divenuta sicuro riferimento, non solo per le famiglie storiche europee ma anche per il giornalismo.


http://www.affaritaliani.it/milano/cena-nobile-nell-estate-milanese-ecco-chi-c-era-all-agape-aristocrazia-498849.html

http://www.affaritaliani.it/milano/i-nobili-tutti-in-ferie-a-santa-ecco-chi-andato-dove-aristocrazia-499135.html

http://www.affaritaliani.it/milano/milano-a-place-to-be-maybe/nasce-aristocrazia-europea-per-chi-crede-nei-valori-nelle-tradizioni-della-cavalleria-439004.html